SESSO ED EROTISMO NELLA MAGIA DELLE ISOLE GRECHE
I racconti di Diagoras

 

ANASTASIA -
1^ parte

Gli avvenimenti dell’estate di tre anni fa, in quel villaggio turistico a Corfù, impressero una profonda svolta alla mia vita. Da allora, la visione della mia esistenza e di me stessa sono cambiate in modo radicale.
L’esperienza che vissi su quella spiaggia bagnata da un mare cristallino, in quel villaggio isolato nella baia vicino Lefkimmi, segnò l’inizio di una presa di coscienza definitiva e assoluta della mia sessualità, del mio modo di essere donna, di quello che veramente cercavo e di quello che profondamente desideravo; fu un’esperienza travolgente ed inaspettata, ma proprio per questo, completa e totale nella sua intensità.


In vacanza, in quel villaggio, ero andata con il mio ragazzo di allora, Luca. Con noi erano venuti Paolo, il più grande amico di Luca, e Vittoria, la sua ragazza.
La scelta di Corfù era stata fatta da Luca e Paolo, in quanto, grandi appassionati di mare, volevano trascorrere quindici giorni fra barca ed immersioni.
Il villaggio offriva escursioni giornaliere per fare pesca subacquea, e questo li aveva fatti decidere.
Vittoria ed io (a proposito, mi chiamo Sara) avevamo capito che in quei quindici giorni saremmo state lasciate sole molto spesso: ma la cosa non ci aveva infastidito più di tanto; la spiaggia ed il sole, i bagni e l’abbronzatura ci avrebbero reso sicuramente sopportabili le loro frequenti assenze.


Quel giorno eravamo sdraiate sui lettini, quasi in riva al mare. Coperte d’olio abbronzante, ci crogiolavamo sotto i caldi raggi del sole.
Entrambe bionde, Vittoria ed io eravamo decisamente due belle ragazze: anche se non altissime, avevamo due corpi (che curavamo in modo quasi ossessivo) che agli occhi degli uomini non passavano certo inosservati.
E infatti, le occhiate che molti ci lanciavano, anche perché spesso sole, erano assai eloquenti.
Ma alla cosa eravamo abituate. Stavamo bene con i nostri ragazzi, e l’idea di avere una storia con qualcuno, non ci sfiorava nemmeno.
Probabilmente non eravamo così innamorate di Luca e Paolo, forse la nostra era più un’attrazione fisica nei loro confronti che non un vero trasporto sentimentale, ma non eravamo comunque in cerca di avventure.


Anche quel giorno i nostri ragazzi erano usciti in barca, e sarebbero tornati solo nel tardo pomeriggio.
Stavo chiacchierando con Vittoria quando, con un’occhiata all’orologio, mi accorsi che erano quasi le undici. Mi alzai dal lettino e presi il pareo.
- Dove vai? – mi chiese Vittoria, girando la testa e facendosi ombra agli occhi con la mano.
- Ho prenotato un massaggio al centro estetico; non costa troppo e quindi ne voglio approfittare. Una bella rimodellata mi farà bene – le risposi mettendomi i sandali.
- Buona idea. Credo che domani me ne faccio fare uno anche io. Poi mi saprai dire se ne vale la pena. -
- Certo, io faccio da cavia, vero? – le dissi, ridendo.
- Non te l’ho chiesto io di farlo, il massaggio! - mi strillò Vittoria, facendomi una linguaccia.
La salutai con l’impegno di tornare in spiaggia appena finito.

Il centro estetico del villaggio era situato in una piccola palazzina distaccata dal corpo centrale della struttura. Vi era una palestra ben attrezzata, una sauna, il reparto di estetica e di cura della pelle e due stanzette per i massaggi.
Mi accolse una ragazza di una bellezza che aveva dell’incredibile; era più o meno della mia età e disse di chiamarsi Anastasia. Era veramente stupenda.
L’avevo già vista qualche volta sulla spiaggia, e avevo creduto che fosse una turista: alta, ma non sproporzionata, aveva un seno pieno e notevolmente sodo, le cui forme si intuivano sotto la leggera maglietta bianca che indossava.


Quando l’avevo incontrata sulla spiaggia, portava un minuscolo due pezzi che metteva in evidenza le forme straordinariamente aggraziate del suo fondoschiena.
Ora indossava un paio di pantaloncini che le lasciavano scoperte le lunghe gambe affusolate.
Il viso, incorniciato da lunghi capelli neri, mostrava labbra morbide e sensuali, un naso non piccolo ma perfetto e due occhi scuri e profondi come la notte.
Era veramente bella, e per riconoscerlo io che sono sempre stata critica nei confronti delle altre donne…
Ma la cosa che più colpiva di lei, la cosa che più risultava affascinante, era la sua pelle.
Anastasia era mulatta, con quel colore di pelle scuro ma luminoso, come l’abbronzatura intensa e dorata che la pubblicità dell’olio solare ti promette ogni estate; e quel colore bellissimo metteva ancora più in evidenza come la sua pelle fosse liscia, elastica e perfetta.
Una di quelle pelli che noi donne pagheremmo non si sa cosa per avere.


Dandoci subito del tu, Anastasia mi fece accomodare in una delle due stanzette; vi erano un lettino per il massaggio, un basso armadietto, una sedia ed il condizionatore che, in assenza di finestre, garantiva una temperatura piacevolmente fresca.
Mi disse di togliermi il pareo ed il costume che indossavo, e di infilarmi un paio di mutandine di carta che lei aveva appoggiato sul lettino. Poi uscì e chiuse la porta.
Mi spogliai, rimanendo solo con le mutandine come lei mi aveva detto di fare, e mi sdraiai sul lettino.



...continua...
 


Leggi il seguito: Anastasia 2^ parte
 
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