Il film è noioso. Senza una trama e con dialoghi
praticamente inesistenti, si trascina stancamente
da più di mezz'ora.
Certo, da un film porno non ci si può aspettare
molto, ma che la sceneggiatura e la regia siano almeno
all'altezza non mi sembra una richiesta eccessiva.
Osservo la sala quasi deserta e reprimo uno sbadiglio.
A Kimassi non c'è un vero e proprio cinema.
Località di villeggiatura per gli ateniesi,
Kimassi si anima nei mesi estivi, con l'apertura di
decine di ristoranti, taverne, pub e discoteche, per
poi ripiombare nell'abbandono quasi totale da fine
ottobre in poi.
Il "Nuros", invece, rimane aperto tutto
l'anno.
Cinema specializzato in pellicole hard, l'estate lavora
con i turisti, e l'inverno con gli ateniesi che preferiscono
vedersi un film porno a cinquanta chilometri da casa
per non incorrere nel pericolo di incontrare qualche
conoscente.
Atene è grande, certo, ma se ti azzardi a fare
qualcosa che non vorresti fosse risaputo,la grande
città si trasforma in un piccolo villaggio,
con il risultato che le chiacchiere cominciano a girare
rapidamente.
E allora, per prudenza, si va in trasferta.
Sullo schermo scorrono le immagini di una bionda
notevole che sta facendo un pompino (anch'esso notevole,
per dirla tutta) ad un uomo di una quarantina d'anni,
nudo dalla cintola in giù, ma con la camicia
e la cravatta dal nodo ancora perfetto.
Vedo le mani e la bocca della bionda scorrere su un
cazzo di dimensioni ragguardevoli, un palo di carne
che appare e scompare tra le labbra dell'attrice.
Anche se la scena è decisamente eccitante,
un secondo sbadiglio rischia di slogarmi le mascelle.
Siamo seduti nella penultima fila. Daphne, Alexis
ed io.
Davanti a noi, sparsi per la sala, una decina di spettatori.
Cinque o sei file più avanti una coppia, evidentemente
impegnata a replicare le immagini che passano sullo
schermo.
Vedo solo la testa di lui oscillare piano da una parte
all'altra; lei si è piegata per lavorarlo di
bocca. in aperta competizione con la bionda attrice
che continua a succhiare e a leccare.
Daphne, Alexis ed io siamo amici da una vita.
Dai tempi del liceo, esattamente.
Daphne, mora, formosa, dalla carnagione scura e vellutata,
era la più carina della classe, ma Alexis ed
io non l'avevamo mai vista come una ragazza da conquistare,
da portarsi a letto, magari per poi fidanzarsi con
lei.
Era sempre stata solo un'amica.
Non so per quale strana ragione, ma fra di noi si
era creato da subito un rapporto quasi cameratesco,
come se Daphne fosse stata il terzo maschiaccio del
gruppo.
Veniva con noi allo stadio, alla taverna a bere birra
e ouzo, e si appassionava a cose tipicamente maschili:
le moto, le auto, lo sport.
L'unica differenza fra noi era che a me e ad Alexis
piacevano, e non poco, le donne.
A lei, per sua fortuna, piacevano, e non poco, gli
uomini.
Ma noi non la guardavamo come se fosse una donna,
mentre lei stava con noi come se non fossimo due maschi.
Amicizia e confidenza fra tutti e tre. Ma attrattiva
sessuale, stranamente zero.
Questo, però, ci aveva portato ad essere un
gruppo unito e sinceramente affezionato.
Era Daphne che si sorbiva i miei sfoghi sull'ultima
ragazza che mi aveva mollato.
Era Daphne che consolava Alexis per l'ultima delusione
amorosa.
Ed eravamo noi due a raccogliere le sue confidenze,
a consigliarla, a starle vicino, fosse per un esame
universitario andato male, fosse per lo stronzo di
turno che, dopo essersela sbattuta, l'aveva mollata
dalla sera alla mattina.
Insomma, ci conoscevamo così bene da non poterci
nascondere nulla l'uno con l'altra.
La bionda attrice ha fatto schizzare l'uomo con la
camicia.
Lo sperma le cola, bianco e denso, dalle labbra socchiuse.
Sorride.
E' molto carina, certamente, ma ha l'espressione di
una che dice "e adesso che cosa devo fare ? "
L'immagine si dissolve.
Ora è inquadrato uno spazioso salone, con delle
portefinestre che si aprono su un giardino verdissimo.
Su un divano, due donne chiacchierano amabilmente.
Una sarà sui quaranta, rossa di capelli, pelle
chiara, in minigonna, due gambe da urlo.
L'altra ha qualche anno di meno, castana, capelli
a caschetto, pelle abbronzata, pantaloncini corti
a scoprire due gambe lunghe ed affusolate. Niente
male.
Sto per partire con l'ennesimo sbadiglio, quando la
rossa allunga una mano dalle unghie lunghe ed argentate
e palpa sensualmente una tetta dall'amica, coperta
da un top bianco attillatissimo: due carezze e la
stoffa del top mostra il rilievo del capezzolo già
duro.
Mi metto comodo, perché la cosa sembra farsi
un po' più interessante.
Due donne che fanno l'amore tra loro mi sono sempre
piaciute assai, e non è certo l'assenza di
cazzi a rendermi la scena poco gradita.
Fiche, tette e culi. E' tutto quello che mi basta,
garantito.
In quel cinema, ad un'ora di macchina dalle nostre
case, c'eravamo finiti per caso.
Una telefonata ai genitori di Alexis li aveva informati
di una perdita di acqua nella villetta che loro possedevano
a Kimassi per le vacanze estive.
Alexis era stato incaricato di andare a vedere e,
dal momento che io mi intendo abbastanza di idraulica,
ero stato coinvolto dal mio amico.
Quel giorno, però, dovevamo andare al cinema,
e con noi sarebbe dovuta venire Daphne.
Visto che il programma era saltato, le avevamo proposto
di venire con noi e di offrirle una ricca cena per
farci perdonare per l'imprevisto.
E così eravamo partiti per Kimassi.
La perdita, fortunatamente per Alexis, si era rivelata
cosa di poco conto, e in un'oretta il guasto era stato
riparato.
Non avevamo considerato, però, che a Kimassi
era tutto chiuso, essendo dicembre.
E i ristoranti che conoscevamo per la buona cucina
erano sbarrati, abbandonati e deserti.
Avevamo ripiegato su una taverna che, oltre alla birra,
serviva panini e toast.
Chiacchierando seduti ad un tavolo, avevamo iniziato
a scherzare (come di solito facevamo) e, non so come,
il discorso era caduto sul film che non eravamo andati
a vedere.
Alexis, ridendo, disse a Daphne che, se proprio ci
teneva ad andare al cinema, saremmo potuti andare
al cinema di Kimassi.
Lei non capì subito il perché delle
nostre risate, ma quando le spiegammo quali pellicole
proiettassero in quel cinema, ci sorprese dicendo
che un bel film porno non le sarebbe stato sgradito.
Insomma, Alexis ed io entrammo in quel cinema per
cercare di mettere in imbarazzo la nostra amica, mentre
lei si pregustava la nostra delusione alle sue reazioni
che denotavano una assoluta mancanza di disagio.
Era stato l'ennesimo gioco che facevamo tra noi. Una
simpatica sfida fatta tra amici.
Il top della donna più giovane è sul
tappeto, e la rossa sta leccando due tette da favola
(e Daphne ci ha già sussurrato, con un risolino,
che sono opera del chirurgo estetico).
La cosa, personalmente, non mi turba e, osservando
la scena, immaginando il seguito che tra poco scorrerà
davanti ai miei occhi, sento l'erezione premere nei
pantaloni.
La rossa sta sbottonando i pantaloncini all'amica,
percorrendo la pelle abbronzata dell'altra con la
lingua, da un capezzolo all'ombelico.
Sono due minuti almeno che non mi viene da sbadigliare,
chissà come mai.
"Caldo desiderio". Questo era il titolo
del film che eravamo andati a vedere.
Che poi i titoli, nei film porno, potrebbero pure
non metterli, tanto sempre lì si va a parare.
Perchè, quando il film è finito, magari
ti ricordi di che colore è il vibratore con
il quale l'attrice si masturba nella scena madre,
ma non certo il titolo dell'opera.
Eravamo entrati tutti e tre baldanzosi e disinvolti,
per le ragioni di cui vi dicevo più sopra:
era una sfida a chi per primo avesse mostrato anche
una sola traccia di pudore.
Su suggerimento di Daphne ci sedemmo nella penultima
fila di posti, per evitare, come disse testualmente
la nostra amica "che qualche maiale alle mie
spalle si facesse venire strane idee".
E, per sua maggiore tranquillità, la facemmo
sedere tra noi, Alexis alla sua destra ed io alla
sinistra. Ma, come ho già avuto modo di dire,
il cinema era quasi deserto, e tutte quelle precauzioni
decisamente inutili.
La coppia seduta alcune file più avanti continua
ad agitarsi.
Ora è la ragazza seduta sulla poltroncina,
le gambe allungate e aperte senza ritegno sullo schienale
del posto avanti a lei; lui è sparito e, sicuramente
inginocchiato, la sta leccando di brutto, rischiando
una settimana almeno di torcicollo.
Sullo schermo le due donne, completamente nude, si
baciano e si strofinano le fiche, gemendo e sospirando.
Dalle reazioni del mio cazzo arguisco che il film
ha fatto un notevolissimo salto di qualità.
Sono così preso da quelle scene saffiche, che
mi accorgo solo dopo qualche istante della mano di
Daphne che mi accarezza leggera una coscia.
Abbasso lo sguardo e nella penombra vedo la mano della
mia amica scorrere sui pantaloni, le unghie laccate
di rosso che sembrano dipinte di nero.
Cerco i suoi occhi ma li trovo incollati allo schermo,
sulle evoluzioni delle due attrici.
Mi sento in imbarazzo... penso ad Alexis... mi dispiacerebbe
che potesse nascere qualche malinteso con lui; mi
sporgo per guardarlo, e noto che l'altra mano di Daphne
compie i medesimi movimenti sulla sua gamba.
Anche lui si è girato e, per un attimo, i nostri
sguardi si incrociano.
Subito dopo torniamo a guardare lo schermo.
Penso, mi costringo a pensare, che questa sia l'ultima
delle provocazioni di Daphne.
Ci vuole far arrossire, metterci in imbarazzo per
poter poi ridere di noi.
Non può essere altrimenti.
La rossa sta leccando la fica all'amica. E' un vero
e proprio spettacolo.
La lingua scorre implacabile sulle grandi labbra e
sul clitoride. La donna più giovane, le gambe
spalancate e le mani ad accarezzarsi i seni, geme
e mugola sempre più eccitata.
Il cazzo ora mi preme nei pantaloni, e la mano di
Daphne sulla mia gamba rende la situazione sempre
più delicata.
Tutto mi sarei aspettato da lei, ma certo non questo.
Fare sesso con lei non era mai stato nei miei pensieri,
e sicuramente nemmeno in quelli di Alexis. E la sua
mossa mi ha decisamente spiazzato.
La mano continua ad andare: arriva quasi fino al ginocchio,
per poi risalire, ogni volta qualche millimetro più
in su.
Fra quello che vedo sullo schermo e le carezze di
Daphne, l'eccitazione mi sale prepotente e sempre
meno controllabile.
Mi volto a guardarla di nuovo, quasi a supplicarla
con lo sguardo di smetterla, prima che...
La sua mano supera l'inguine e si posiziona sul mio
cazzo, premendo e stringendo la stoffa che lo trattiene.
Ho i brividi che corrono impazziti lungo la mia spina
dorsale, mentre sullo schermo è la rossa a
stare ora a gambe aperte, mentre l'altra la penetra
velocemente con un vibratore lungo e azzurro.
Le grida di piacere della donna riempiono il cinema,
e si confondono con i gemiti della coppia che siede
qualche fila più avanti.
Sicuramente sono rosso come un peperone.
Ma anche eccitato come poche volte.
Per un attimo penso di alzarmi e di fingere di dover
andare in bagno, per sottrarmi a quella mano che si
fa sempre più pressante.
Ma è solo un voler illudere me stesso, perché
le carezze di Daphne sono meravigliose.
Penso anche che, se me lo tirassi fuori, sarei io
a mettere in imbarazzo lei, a rigirare la situazione
a mio vantaggio, a poter essere io a ridere di lei
più tardi.
Perché sono ancora convinto che lei ci stia
solamente provocando.
Cerco di ragionare, ma non è facile con una
mano così bella ed erotica (ora che ci penso,
non avevo mai considerato come le mani di Daphne fossero
così straordinariamente eccitanti...) che ti
tocca sui pantaloni, ti sfiora la stoffa sotto la
quale il cazzo pulsa.
Vedo che Alexis ha avuto la mia stessa idea. Vuole
mettere in difficoltà Daphne.
Infatti si è aperto i pantaloni, li ha fatti
scivolare fino a mezza coscia assieme agli slip: nella
penombra vedo il suo cazzo svettare dritto e la mano
della nostra amica ferma a pochi centimetri.
Grande Alexis ! Uno a zero e palla al centro.
Sempre con la mano di Daphne che mi preme sui pantaloni
che scoppiano, riporto lo sguardo allo schermo dove
la rossa sta inculando l'altra donna con due dita,
facendola godere senza ritegno.
Come senza ritegno se la sta spassando la coppia davanti
a noi: lei si è seduta su di lui, il viso allo
schermo, e, da come si agita, non è difficile
comprendere quello che stiano facendo.
Guardo Daphne per leggere la sconfitta sul suo viso.
Ma è calma e tranquilla, e continua a guardare
il film.
Sposto lo sguardo, restando stordito da quello che
vedo: la bella mano di Daphne scorre sul cazzo di
Alexis, che si è abbandonato ansimante sulla
poltrona.
Con il palmo aperto, scivola lungo l'asta, davanti
e di dietro, soffermandosi per qualche istante, ogni
volta, sulla cappella scoperta.
In pochi istanti Daphne ha pareggiato ed è
passata in vantaggio.
E, mentre mi abbasso anche io i pantaloni e gli slip,
so per certo che la partita finirà in goleada.
Adesso le immagini del film non le vedo quasi più.
La rossa e l'amica hanno evidentemente finito di spassarsela,
perché sullo schermo c'è ora una bionda
mozzafiato stretta tra due uomini di colore, dalle
spalle larghe e muscolose, la pelle scurissima e quasi
lucida, e due cazzi enormi, duri e minacciosi (per
me, non certo per la bionda che già si è
inchinata per ingoiarne uno).
Lascio la donna ai suoi giochi, e mi concentro su
quella mano che mi percorre il cazzo.
Le dita di Daphne sono fresche e lievi.
Mi godo quelle carezze meravigliose, e il vedere l'altra
mano della mia amica scivolare sul cazzo di Alexis,
mi getta definitivamente in un baratro di lussuria.
Li scappella sapientemente, fermandosi quando la pelle
delle due aste è completamente ritratta, indugiando
quasi sadicamente, e portando il nostro desiderio
a livelli intollerabili.
Vorrei toccarla, sentire i suoi seni sotto le mie
mani, ma so che qualunque mossa sarebbe ora un azzardo,
tanto da rischiare di interrompere quella magia.
Come Alexis non faccio nulla, se non guardare le sue
mani che, nella penombra, stringono i due cazzi.
La coppia avanti a noi sta armeggiando con alcuni
fazzolettini di carta, segno evidente dell'esplosione
finalmente avvenuta.
Sullo schermo la bionda, infoiata sempre più,
continua a ciucciare quel palo nero che ha il ragazzo
di colore tra le gambe, mentre l'altro cazzo le si
sta insinuando nel culo, dilatandolo oltre ogni limite.
Gli altri pochi spettatori presenti, siedono immobili
sulle loro poltroncine, ma dubito fortemente che tengano
le mani a posto.
Un po' come Daphne che le mani a posto non le ha tenute
per nulla e che, con un lieve ansimare che mi giunge
alle orecchie, ha preso a masturbarci vigorosamente,
impugnando i cazzi e andando in su e giù.
Sto per venire. Sento i testicoli duri e gonfi e
solo le leggere ma ferme pressioni della mano di Daphne
sulla base del mio membro mi stanno sapientemente
ritardando l'eiaculazione.
Improvvisamente, nel debole chiarore della sala, vedo
un filo argentato partire esplodendo dal cazzo di
Alexis, e poi un secondo ed un terzo.
Il primo schizzo raggiunge la spalliera della poltroncina
davanti, mentre il terzo, più debole, cola
sulla mano della nostra amica, che ora lo masturba
lentamente.
L'altra mano, invece, continua ad andare veloce sul
mio cazzo, portandomi verso l'orgasmo.
D'un tratto la mano si ferma, tenendo la pelle completamente
tirata in giù: mi guardo la larga cappella
che sussulta per la tensione, e poi altri fili d'argento
partono nella scarsa luce del cinema, imbrattando
i pantaloni, la camicia e la favolosa mano di Daphne.
Per alcuni lunghi secondi non capisco più nulla,
preda di in piacere dilagante e straordinariamente
intenso.
Quando torno alla realtà, la mano di Daphne
mi accarezza lenta, mentre sullo schermo la mano della
bionda, dalle lunghe unghie laccate di rosa, guizza
pallida, quasi diafana, su un cazzo nero ed enorme...
- Certo che... in fin dei conti... questi film porno.
sono tutti uguali... -
Le parole di Daphne ruppero il silenzio che c'era
in macchina, mentre tornavamo verso Atene.
Dopo esserci rivolti una rapida occhiata, Alexis ed
io scoppiammo a ridere.
Non abbiamo mai più parlato con Daphne di
quello che accadde quella sera al cinema.
Come non abbiamo fatto più sesso con lei.
Amici eravamo, e amici siamo rimasti.